Dal primo lockdown non si sente che dire in giro che non si è legittimati a preoccuparsi per altro che non sia il virus. Dalla prima quarantena sembra che le emozioni siano messe in una scaletta e più si è impegnati a combattere il virus più sono legittime. Insomma, sembra proprio che il covid-19 abbia il monopolio su qualunque cosa.

Ho la colite, non posso lamentarmi, poteva essere coronavirus.
Fa male la schiena, devo ringraziare che non sia coronavirus.
È morto il personaggio della mia serie tv preferita e non ho più il diritto di farmela prendere a male.
Ho ascoltato una bella canzone che non avevo mai sentito, non posso esternarlo sennò sembro insensibile nei confronti di chi sta vivendo un incubo.
E via dicendo…

Più o meno questo è quello che accade sotto un post di Amazon Prime Video Italia, che raccoglie opinioni sul documentario su Francesco Totti. Insomma, arriva il benaltrista che sottolinea come ci siano cose più importanti di cui preoccuparsi, su cui piangere e commuoversi. Il commento di un ragazzo dalla Siria è un blast al cucchiaio. Er pupone sarebbe fiero di te.