Oggi è il compleanno di Open, il giornale fondato da Enrico Mentana ormai due anni fa. Sulla carta doveva essere la nuova frontiera dell’informazione digitale. Non poche sono le critiche che nel tempo si sono riversate nei confronti della nuova testata. I capisaldi deontologici del direttore sono: assumere i giovani e, soprattutto, pagarli. Il fatto che nell’arco di pochissimo tempo dalla fondazione di Open sia nata la pagina chiaramente polemica Servivano 15mila cv per scrivere sta cazzata eh è segnale che probabilmente la testata di cui Enrico Mentana è direttore non sia stato così rivoluzionario come sarebbe voluto essere. Open doveva essere un giornale online totalmente gratuito per i lettori e una fonte di reddito per chi ci lavora. E tutto questo senza scadere nella logica dei click. Un tantino pretenzioso, forse.

Una cosa è sicura: negli anni il direttore del telegiornale di La7 è peggiorato

Le sue risposte sarcastiche nei confronti dei suoi detrattori in un primo momento hanno destato simpatia, inutile negarlo. Inizialmente era bellissimo veder rimettere al posto loro utenti in cerca di attenzioni. Poi abbiamo visto usare lo stesso metro di misura anche verso chi, a titolo completamente gratuito, gli ha fatto delle critiche sensate. Ancora in tanti sono affezionati al modo gratuito in cui il direttore di Open semplicemente risponde con un tono duro a qualcuno. Questo però alla lunga stanca anche il più accanito dei followers che lo supportano

Nella fretta di recitare il suo personaggio Enrico Mentana ha fatto un errore di battitura. Un’imprecisione molto simile a quelle che rimprovera costantemente ad ogni utente che lo contraddice, sia in modo distruttivo che costruttivo. Nel mondo ci sono tanti blaster naturali, autentici e molto meno calati nel ruolo di guru. Stavolta Chicco deve correre una maratona non prevista contro i blast dei suoi stessi lettori. Saprà cogliere la dura lezione oppure saranno tutti squalificati come webeti?