Sembra che la parola democrazia sia stata ridotta al solo diritto di esprimere la propria opinione sempre e comunque. E che la buon’anima di Voltaire sia invocata solo per garantirsi il rispetto della propria posizione sul mondo. Non sapendo che Voltaire sia il pensatore della tolleranza e non del rispetto. Il limite tra i due è bello spesso. Ma in ogni caso, se dici una corbelleria, il blast è dietro l’angolo. Ecco la reazione a catena scatenata dal tweet di Claudio Borghi, economista della Lega, cui fa seguito l’alzata di Roberto Burioni e la schiacciata impossibile da difendere di Luca Bizzarri.

Claudio Borghi rivendica la libertà di dire che il tampone è un’analisi invasiva e non di routine. Giudica come ‘tossicodipendenti’ (tampo-inomani, ndr) chiunque sia disposto a farsi infilare uno stiletto di cotone nel naso e in fondo alla gola per accertarsi la negatività al coronavirus.

Roberto Burioni risponde con inconsueta calma. Ovviamente, un tampone rinofaringeo può essere fastidioso ma non è in alcun modo un esame invasivo, come potrebbe esserlo una biopsia polmonare.

Dopo l’alzata di palla di Roberto Burioni, il blast a Claudio Borghi arriva potentissimo da Luca Bizzarri

Il comico di Camera Cafè tocca Claudio Borghi sul personale. Noto per le sue posizioni sovraniste, l’economista della Lega tende a chiamare euro-inomani quelli che non auspicano il ritorno alla lira. Ecco, gli effetti delle dichiarazioni sovraniste dei vari Borghi, Bagnai e Savona non erano in alcun modo positivi per lo spread (rapporto tra titoli italiani e quelli tedeschi, ndr).

Un tampone rinofaringeo è uno strumento di analisi per naso e gola. Un sovranista non è programmato per avere buoni effetti sui conti nazionali. E il blast è servito.