C’è un filo rosso che collega il Recovery Fund ai cani per ciechi? Bisognerebbe chiederlo all’onorevole Matteo Salvini, che li mette insieme nell’arringa di risposta a Bianca Berlinguer, a Carta Bianca. La risposta la fornisce Corrado Augias: frullatore.

La questione riguarda la posizione del leader della Lega circa il veto di Ungheria e Polonia opposto al più grande finanziamento a fondo perduto stanziato nell’Europa dell’austerity per far fronte alla pandemia. I 750 miliardi di euro potrebbero arrivare intorno ad aprile, forse troppo tardi. Ma con il veto dei due stati membri rischiano di slittare ulteriormente .

Cosa ha spinto due nazioni comunitarie a respingere gli aiuti del Recovery Fund?

Tra le condizionalità per l’accesso al Recovery Fund c’è il riconoscimento e il rispetto, da parte degli stati sovrani, dei diritti umani. Del resto, era una delle condizioni imprescindibili anche per l’accesso alla stessa Unione Europea. Polonia e Ungheria sono al centro di un ciclone di proteste per i passi indietro fatti dai governi su molti diritti civili. Per tutto novembre le donne polacche erano in piazza per il diritto all’aborto, che rischiava di essere revocato.

Qual è stata la risposta di Matteo Salvini alla domanda di Bianca Berlinguer? Per dirla con le parole di Corrado Augias, un frullatore.

La domanda della conduttrice e giornalista di Carta Bianca è semplice:

«Il veto di Polonia e Ungheria, stati a cui lei si sente politicamente vicino, sta bloccando la commissione del bilancio europeo, perché dicono che non vogliono che l’arrivo di questi soldi sia subordinato al rispetto delle regole di uno stato di diritto. Trova giusto che questi Stati non rispettino i diritti umani?»

«Io mi occupo di Italia», esordisce retoricamente Matteo Salvini. «In questo momento, giusto per intenderci, mentre noi siamo qui in questo studio la Camera dei Deputati sta discutendo di immigrazione».

Ma come, non era il leader della Lega ad essere ossessionata dalla questione dell’immigrazione? Non era il governo giallo-rosso a sottovalutare l’interesse nazionale nel chiudere gli occhi di fronte all’importanza strategica della gestione del flusso migratorio?

«Non penso che l’immigrazione sia il tema che sta angosciando gli italiani, che sono preoccupati della salute e del lavoro». Bianca Berlinguer gli fa notare come i decreti sicurezza sono stati varati, peraltro chiedendo la fiducia del Parlamento, in un momento in cui i flussi migratori erano al minimo. Con un abile colpo di coda, Matteo Salvini si prende il merito del calo dell’immigrazione, attribuibile agli effetti dell’operato di Minniti e poi prosegue:

«Io ritengo giusto che il parlamento si occupi di salute e di lavoro, non di immigrazione. Andiamo oltre».

Le priorità in agenda, secondo il leader della Lega, dovrebbero essere: scuola, lavoro e cassa integrazione.

Ma non si ferma qui:

«L’ultimo tema tra le migliaia di cui il governo dovrebbe occuparsi c’è quello della disabilità e del volontariato. Giovedì  è la giornata mondiale delle persone con disabilità. Io sarò a Campagnano, se non ricordo male, a visitare un addestramento di cani guida per ciechi. In questa manovra economica, se ne sono accorti in pochi, c’è un articolo, che recepisce una richiesta dell’EU 108 che mette a soggetto IVA tutte le associazioni di volontariato. Tradotto: le piccole associazioni di paese, le associazioni culturali, le associazioni sportive di volontariato devono fare fattura ed essere soggetti IVA. Io mi domando che senso ha in un momento di difficoltà sociale ed economica come questo complicare la vita alla gente».

Terminato l’intervento di Matteo Salvini, Corrado Augias risponde e rilancia:

«Sono ammirato, devo dire la verità. Lo sapevo già, ma vederla dal vivo è ancora più impressionante. Sono ammirato dalla sua capacità di creare un frullatore dove tutto si mescola, dall’Ungheria ai cani per ciechi. Io vorrei riportarlo alla domanda che le ha fatto Bianca Berlinguer. Lei ha detto mi occupo dell’Italia, occuparsi della Polonia e dell’Ungheria, oggi, significa occuparsi dell’Italia, perché quel veto deve essere superato perché quei 200 miliardi possano arrivare possibilmente essere ben spesi. Questo sarebbe un vero tema da leader dell’opposizione. Il voto di questi due paesi contro i nostri interessi deriva dal fatto che non vogliono essere vincolati al rispetto dei diritti umani. La pretesa di oggi è una violazione della promessa dell’impegno fatto allora. Lei che si occupa dell’Italia non dovrebbe battersi perché questo ostacolo venga rimosso?».