Si dà il via alle danze per quanto riguarda eventuali trasgressioni circa i protocolli di sicurezza che limitano il contagio del coronavirus. Ad Alcamo, in Sicilia, sono stati multati 13 giovani, tra i 20 e i 30 anni a seguito di una segnalazione anonima. Tra musica alta e schiamazzi vari, i ragazzi stavano festeggiando un compleanno. Colto sul luogo del crimine anche il fattorino che consegnava a domicilio la torta per l’occasione. Tuttavia, non è stato multato. Infatti era l’unico autorizzato a trovarsi lì, in quanto il delivery è previsto dal DPCM. Il totale della sanzione è stato di 5200 euro.

Dai fatti di Alcamo derivano diverse questioni su cui vale la pena ragionare

È sufficiente farsi furbi e festeggiare sobriamente in silenzio per evitare che i vicini facciano la spia e che le forze dell’ordine sanzionino l’assembramento? Ricordiamo che l’illegalità sancita dalla forma legislativa del DPCM ha validità limitata, sempre sottomessa alla votazione del parlamento in una finestra di tempo determinata. Diversamente da marzo, non è proibito trovarsi in un luogo diverso dalla propria residenza, ma è fortemente raccomandato non mettere insieme troppe persone non conviventi. Si è tanto discusso sull’interpretazione del ‘fortemente raccomandato’ dei DPCM degli scorsi mesi. Non può avere valore prescrittivo, dunque non dovrebbe essere soggetta a sanzione la condotta dei ragazzi che hanno deciso valesse la pena rischiare di festeggiare il compleanno in barba ai consigli per scongiurare il diffondersi dell’epidemia.

Ad Alcamo le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in una proprietà privata a riportare ordine: siamo per questo in una dittatura?

Fa interrogare la questione della soffiata anonima. Le mura delle nostre abitazioni hanno orecchi: la privacy è irrimediabilmente compromessa. È lecito chiedersi se ci saranno ricorsi per la sanzione ai ragazzi che avevano comunque deciso di festeggiare. La sfumatura del ‘fortemente raccomandato’ è stata interpretata sul lato dell’obbligo piuttosto che del consiglio. Certo è che il rischio di un focolaio nel caso in cui qualche invitato fosse stato positivo non è da sottovalutare. Con tutte le ripercussioni che ci sono sulla collettività. In ogni caso, una nota di merito va alla signora che blasta i giovani festaioli.
Le feste in 13 non si fanno a prescindere: porta male!