Il decreto legge del 19 dicembre ha rimarcato la necessità di una stretta su tutte quelle occasioni che potrebbero causare assembramenti. C’è una insanabile dicotomia nel modo in cui il Governo cerca di tutelare contemporaneamente salute ed economia, come se fossero due opposti impossibili da conciliare. Il cittadino è soprattutto un consumatore sotto le feste per cui almeno chi può deve far girare l’economia. Infatti, dopo l’ultimo tragico anno, sono in molte le famiglie entrate in sofferenza economica. Ecco che le file alla Caritas si ingrossano, facendo da contraltare ossimorico alle code iconiche per l’ultimo I-Phone. I Sentinelli di Milano hanno ricondiviso una vignetta di Befeldo che descrive fedelmente questo Natale.

Il necessario distanziamento sociale per limitare i contagi si fa differenza di classe. Forse un pelo retorica come vignetta, ma spiega perfettamente l’attuale situazione. Sono anni che sentiamo ripetere da politici e sociologi che il ceto medio sta scomparendo. L’allargamento della forbice tra chi possiede tanto e chi possiede quasi niente, però, non comporta necessariamente un allentamento nell’acquisto di alcuni beni di consumo. Rate e debiti sono la via legittime e obbligata per chi non se la sente di rinunciare a quei beni che rappresentano un certo status. Magari mettersi in fila da Luis Vuitton anche solo per farsi un selfie significa riprodurre almeno sui social network un’azione apparente. Il risultato, però, può essere disastroso dal punto di vista epidemiologico.

C’è chi non si capacita  di come in piena crisi ci siano persone in grado di mettersi in fila da Luis Vuitton o in qualunque altra boutique di alte firme. È chiaro che nelle grandi città si vengono a concentrare le necessità individuali di milioni di persone. Anche ipotizzando una turnazione o un’entrata su prenotazione ci sarebbero comunque troppe persone in giro per acquistare beni chiaramente non di prima necessità. Non apriremo la parentesi sul merito di cosa sia necessario e cosa no, vero? Che poi, chiamare quella di Befoldo retorica natalizia quando sono settimane che si denunciano allarmati gli assembramenti per lo shopping. È una triste realtà.