Qualcuno disse: la politica è l’arte del compromesso. Dopo Sigmund Freud possiamo dire che la politica è l’arte del compromesso con se stessi. La lunga giornata di ieri si è conclusa con Mario Draghi che accetta con riserva di formare una squadra di Governo. Il giorno prima della sua salita al Colle, l’europarlamentare Francesca Donato ha ribadito la linea sovranista della Lega. Insomma, non ci si sarebbe aspettato niente di diverso. Naufragata la possibilità di un Conte Ter, sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni avevano espresso la volontà di far scegliere al popolo il Governo. In barba alla Costituzione, come sempre. Poco più di mezz’ora dopo, il tweet di Francesca Donato risulta decisamente più affabile nei toni. L’oscillazione è vertiginosa:

  • Serve un premier che sappia contrastare l’austerity in Europa e Mario Draghi non è quella persona
  • Se il segretario di partito dice che bisogna sostenere Mario Draghi si farà

Il secondo cinguettio è decisamente più in linea con quello del segretario Matteo Salvini. Egli ribadisce la necessità di andare al voto e la possibilità di svolgere delle politiche in sicurezza, poiché in 1300 comuni ci saranno le amministrative. Mai fare menzione del fatto che l’Italia non possa permettersi di stare mesi senza un esecutivo, soprattutto in piena pandemia. Il segretario della Lega ha affermato ieri di non essere pregiudizievole come la sinistra e di essere aperto all’ascolto di ciò che Mario Draghi avrà da proporre. Dunque, con ogni probabilità, non ci sarà nessuna sfiducia da parte della Lega, cosa che avrebbe reso necessario lo scioglimento delle Camere e le elezioni. Francesca Donato è stata solo troppo veloce a esprimere la sua opinione sul social network. Un lapsus freudiano che potrebbe dirla lunga sulla linea politica della Lega. La politica è l’arte del compromesso, con se stessi.