Il vaccino incombe, ormai sempre di più. Il fatto che la Pfizer l’abbia prodotto con una tecnica mai utilizzata prima ha radicalizzato le posizioni dei novax e cementificato i dubbi degli scettici. Sarà anche la stagione a favorirne la crescita e la maturazione: sono ovunque come i funghi. Purtroppo lo scetticismo verso i vaccini è qualcosa che trascende la nazionalità. Che sia sotto il The Guardian o Non è l’arena, il novax commenta qualsiasi notizia che riguardi il vaccino al covid-19 con bile e rancore (link al blast). Peraltro ieri è stata rilanciata per l’ennesima volta la sentenza di un anno fa della cassazione americana: non c’è alcuna correlazione tra il vaccino trivalente e l’autismo. Da non credere che l’ipotesi di Andrew Wakefield, costruita su 12 casi (DODICI CASI, D-O-D-I-C-I-C-A-S-I) abbia richiesto uno studio su più di mezzo milione di bambini come risposta. Nonostante tutto, su Facebook continuano a circolare amenità di questo tipo:

Il vaccino va testato su tutti quelli che hanno istituito questa dittatura sanitario.
Poi il popolo sarà libero di decidere se vacinarsi oppure no.

Neanche si può dire che il problema non sia il concetto espresso ma la forma in cui viene detto. Qui non c’è niente di perdonabile. La forma sarebbe sbagliata persino per un bambino di seconda elementare. All’epoca del t9 è davvero impegnativo scegliere di fare errori di ortografia. Poi, bisognerà ripetere le scuole superiori per maturare un utilizzo corretto della parola ‘popolo’. Il Romanticismo è finito da un pezzo. Tutto sommato, in quest’orizzonte desolante c’è un aspetto positivo. Il lato del bicchiere mezzo pieno è presto servito. Se non ci fossero così tanti casi in cui l’educazione avesse fallito, non avremmo questi blast meravigliosi.