Questa settimana si apre un altro giro di consultazioni per Mario Draghi, figura di alto profilo convocata dal Presidente della Repubblica per tamponare la crisi di Governo causa da Matteo Renzi. L’incarico all’ex presidente della BCE ha mandato letteralmente in tilt gli schieramenti parlamentari. A parte il PD (e i suoi distaccamenti) e Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Lega per Matteo Salvini Premier hanno avuto non poche difficoltà a stabilire la propria linea politica. Soprattutto perché fino a non pochi mesi fa non c’è stato un partito di questi che abbia sputato veleno sulla figura dell’ex Governatore della Banca d’Italia. Figura stimatissima a livello europeo, non può che far sorridere pensarlo a braccetto con il sovranismo dilagante della Lega. Almeno, quello cui sembrava appellarsi fino alla scorsa settimana.

L’intervista che il senatore Alberto Bagnai, professore ‘teorico’ del sovranismo, ha rilasciato a Il Giornale è diventata meme su twitter.

Consapevoli del fatto che non si potrà andare alle elezioni prima del tempo stabilito (2023), l’impressione è che Salvini e Meloni si siano divisi le parti nella ‘cinepolitica’ degli ultimi due mesi. Lega cerca di impersonare la parte del responsabile e propositivo, FdI voterà la sfiducia a Mario Draghi. Chissà che effetto sortirà questa divisione dei ruoli nella prossima turnata elettorale.

Se il senatore Bagnai è stato chiamato a rapporto da Il Giornale, Matteo Salvini occupa la prima pagina di Libero. All’ESSELUNGA di Firenze viene preso d’assalto da elettori e sostenitori per sapere direttamente dal segretario del partito quale sarà la linea politica. E ovviamente per portare a casa un selfie col capitano. Mentre Matteo Salvini sembra sperticarsi in lodi per il nuovo futuro Presidente del Consiglio, arriva il genio. Parlare di punti fedeltà, mentre il segretario del partito fa propaganda al supermercato, per descrivere l’ennesimo atto di trasformismo della Lega raggiunge un buon livello di poesia. Dal secessionisimo degli anni ’90, al sovranismo e nazionalismo all’europeismo è un giro di boa impegnativo.