Difficile da credere che nel terzo millennio ancora si possa parlare di croce miracolata e miracolosa dell’incendio di Notre Dame. Correva l’anno 2019 quando il tetto e la guglia della cattedrale che ha ospitato l’incoronazione di Napoleone sono stati consumati dalle fiamme. Gli architetti e gli storici dell’arte hanno discusso per mesi sulla modalità di restauro da adottare. Bisognava tener conto che la meravigliosa guglia distrutta ad aprile di due anni fa non era inclusa nel progetto originale, bensì faceva parte di una ricostruzione/restaurazione neogotica che seguì i danni causati dai tumulti della Rivoluzione francese.

C’è una scuola di pensiero che vorrebbe Notre Dame ricostruita tale e quale com’era. Un’altra scuola di pensiero vorrebbe che si lasciassero i segni di questo incendio, coprendo la ferita alla cattedrale con un cerotto di vetro, che lascerebbe il cielo scoperto. Una soluzione assai romantica nel principio, che aveva resto entusiasta il presidente della Repubblica Emmanuel Macron. Laddove la perplessità non fu sufficiente, arrivarono le reazioni scandalizzate della maggioranza dei conservatori in materia di restauro. Alla fine la guglia neogotica tornerà a svettare sulla piazza in tutto il suo splendore originario. Anche il tetto verrà ricostruito in piombo, esattamente com’era.

Magari ecco, usare Notre Dame come cavia per una conservazione storica dei traumi degli edifici che fanno parte del patrimonio artistico mondiale non poteva essere una posizione dai larghissimi consensi.

Questo è il contesto in cui va a inserirsi il blast. Già presente su Instagram a Settembre, ma non l’avevamo ancora proposto qui sul blog. Traduco con buona approssimazione il tweet della povera Kaylee Crain:

Nonostante le conseguenze distruttive dell’incendio di Notre Dame, l’altare e la croce sono rimasti intatti. Allora spiegatemi perché non debba credere in Dio dopo aver visto una cosa del genere.

Un blast ustionante:

Perché il punto di fusione dell’oro è sui 1064°C, mentre il legno brucia a 600°C