Covid, un anno dopo. Nel febbraio 2020 il virus stava iniziando a coinvolgere pesantemente il nostro Paese, e a un anno di distanza vogliamo ricordare “le ultime parole famose“, che nel nostro gergo potremmo definire dei veri e propri “autoblast” da parte dei nostri politici (e non solo dei nostri politici). Parole che ancora oggi vengono ripescate allo scopo di sbeffeggiare il politico del partito che non ci è simpatico. La realtà è che gli autoblast hanno colpito indistintamente politici di ogni parte politica, ma fa sempre comodo ricordare solo quelli della fazione avversaria. Per celebrare questa non-festa di compleanno del Covid, abbiamo scelto le dichiarazioni di due leader di schieramenti politici contrapposti, ma nella fase iniziale della pandemia ci furono molte dichiarazioni, anche di molti esperti, che rileggendole oggi ci farebbero sorridere amaramente.

Nicola Zingaretti, il segretario del Partito Democratico, il 27 febbraio 2020 aveva pubblicato su Facebook questo post. Al grido di “Milano non si ferma” si era fatto immortalare mentre sorseggiava un aperitivo. Zingaretti non ha mai cancellato quel post, e in molti a un anno di distanza hanno apprezzato la cosa.

Parola d’ordine: normalità!
Un aperitivo a Milano, ho raccolto l’appello lanciato dal sindaco Sala e dal Pd Milano.
Non perdiamo le nostre abitudini, non possiamo fermare Milano e l’Italia.
La nostra economia è più forte della paura: usciamo a bere un aperitivo, un caffè o per mangiare una pizza.
Coraggio, reagiamo e uniti ce la faremo! 🇮🇹

Lo stesso giorno, il leader della Lega Matteo Salvini pubblicò un video nel quale invitava a riaprire tutto, e riaprire subito: