Bisogna fare necessariamente un salto indietro per capire come siamo arrivati al punto in cui ci sono persone che assalgono le autombulanze per controllare se siano vuote oppure no. A marzo, quando la prima fase di contenimento della pandemia era appena iniziata. Un irreprensibile utente su Facebook, uno dei primi probabilmente, inizia a interrogarsi sul perché non si sa niente delle persone che escono dalle terapie intensive. Basterebbe cercare di ricordare il caos che c’era a marzo, soprattutto a causa di protocolli sanitari di sicurezza non aggiornati. Ecco, l’utente trovava strano che dal governo ci fosse silenzio stampa. Gli unici a parlare ed elucubrare sulla situazione nazionale erano i giornalisti.

CHE STRANEZZA, professionisti della comunicazione che comunicano

Le terapie intensive erano sovraccariche, nessuno ha ancora ben capito come si propaga il virus, ed è strano che solo i giornalisti, investiti del servizio di informare, informino. Davvero una stranezza. La risposta la troviamo tra i commenti:

Perché trattandosi di una montatura che trasforma una influenza aggressiva in una pandemia, semplice

Stenderemo un tendone di misericordia sulla sintassi della frase appena trascritta. Un altro utente dice che nell’era dei social network c’è qualcuno che fa il suo lavoro. Qualcuno (assolutamente non accreditato) sembra abbia divulgato un video sul web dicendo che stanno tappando la bocca a tutti quelli che dicono di essere guariti con una pastiglia. Infine arriva un’eroina. Grazie, Claudia. Poi la stampa ha iniziato ad entrare nelle terapie intensive per rendere le persone coscienti della gravità delle condizioni dei malati lì ricoverati. E comunque non vengono creduti. Ricordate cosa abbiamo detto qualche giorno fa?

I negazionisti sono incontentabili

(link al blast)