È accaduto a Liegi, in Belgio, ma sarebbe potuto accadere ovunque. Soprattutto perché i ciclisti sono i più odiati tra i frequentatori del manto stradale. Sono odiati quando condividono le strade statali non tenendo la destra. Sono odiati anche quando tengono la destra su strade strette che rendono difficile il sorpasso. Sono odiati almeno quanto i motorini che sorpassano a sinistra le macchine.

Ma cosa succede quando devono condividere il percorso con i pedoni?

Chiunque sappia andare in bicicletta sa quanto sia noioso frenare e ripartire secondo le esigenze dei pedoni. Ma esattamente come gli automobilisti usano cautela nei confronti dei ciclisti, perché più vulnerabili, allo stesso modo i ciclisti dovrebbero usare altrettanta cautela verso chi decide di camminare sui propri piedi in un percorso condiviso. Nel fatto di Liegi, sarebbe stato giusto che il ciclista si fermasse (video dopo il blast). Un uomo in bicicletta per farsi spazio su un sentiero stretto e innevato fa cadere a terra una bambina che tarda a spostarsi, sotto la telecamera del padre. Immaginiamo e speriamo che la fanciulla non si sia fatta nulla, ma sembra che l’uomo in bicicletta debba farsi un anno di carcere, nonostante si sia costituito alle forze dell’ordine.

Ovviamente è già polemica tra pedoni e ciclisti

Il ciclista non avrebbe mai tirato una ginocchiata se mamma e figlia non avessero invaso tutto lo spazio. Insomma, non le ha fatto niente, l’ha solo spostata col ginocchio. Ma soprattutto, perché il padre invece di stare fermo a riprendere non ha infilato un bastoncino tra i raggi della ruota della costosissima bici del ciclista per farlo ruzzolare giù dal dirupo? Ve li immaginate, no? Per parafrasare un famoso detto:

se i miei avi fossero stati dotati di ruote sarebbero stati degli utilissimi carretti

Il blast che vi sto per servire, fortunatamente, va in un’altra direzione. Un utente segnala la possibilità di targare le biciclette, affinché non ci sia un deterrente a comportarsi in maniera scorretta sulle strade o in pista. E poi c’è l’ovvio, che come sempre sconvolge e colpisce sonoramente. Blast.